Cosa Sono e Come Funzionano le Terapie Digitali

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Le terapie digitali: tutti ne parlano – soprattutto dopo l’esperienza della pandemia – ma pochi, in Italia, le usano!

Prima di poter scegliere le terapie digitali – come offerta di valore da inserire nella propria attività professionale, o come possibile percorso terapeutico per un proprio caro malato – però, bisogna conoscerle.

Vediamo insieme quindi di che cosa parliamo quando parliamo di terapie digitali.

Che differenza c’è tra Terapie Digitali e Telemedicina

La telemedicina può prendere la forma di una tele-visita a distanza.

In un periodo storico in cui “tutto è digital”, a volte facciamo un po’ di confusione sui termini. Vediamo insieme la differenza tra la telemedicina e le terapie digitali.

Telemedicina è la comunicazione di dati medici e terapeutici a distanza – le “tele-visite”, per fare un esempio.

Le terapie digitali, invece, sono veri e propri interventi terapeutici, con la caratteristica di fare uso di software come “principio attivo”. Software che – in determinate condizioni e sempre sotto la supervisione di un professionista – può essere dunque curativo.

Tra le terapie digitali approvate nel 2020 dalle agenzie regolatorie – già, perché anche le terapie digitali sono rigorosamente regolamentate – citiamo Kalmeda, dedicata a persone che soffrono di acufene; Velibra, per i disturbi d’ansia, sviluppata dalla stessa società che, dieci anni fa, aveva sviluppato Deprexis, la prima terapia digitale al mondo per il trattamento della depressione; Moovcare, la prima terapia digitale rimborsata in Francia per il follow-up di pazienti affetti da cancro ai polmoni; EndeavorRx, il primo videogioco a scopo terapeutico per il trattamento (negli Stati Uniti) dell‘ADHD, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività; e naturalmente il nostro MindLenses Professional, una delle prime terapie digitali approvate sul panorama italiano, dedicato alla riabilitazione cognitiva.

In quanto terapie a tutti gli effetti, anche le terapie digitali, come le terapie tradizionali, hanno origine da evidenze scientifiche ottenute attraverso sperimentazione clinica. Nel caso di MindLenses Professional, tale sperimentazione avviene presso la Fondazione Santa Lucia di Roma, punto di riferimento per la neuroriabilitazione in Italia, e la Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù.

È importante sottolineare come le terapie digitali, in analogia con quelle farmacologiche, sono sottoposte a regolamentazione da parte delle autorità competenti, come l’Agenzia Europea dei Medicinali, prima della loro messa in commercio. Anche le terapie digitali, dunque, sono monitorate sotto il profilo della sicurezza, dell’efficacia clinica e degli eventuali effetti collaterali. Vista la velocità di evoluzione di questo tipo di terapie, però, molti esperti lamentano la difficoltà dell’aspetto regolatorio di rimanere al passo con le molteplici esigenze e frequenti cambiamenti di questo tipo di terapie.

Da ultimo, non bisogna confondere le terapie digitali con la digitalizzazione della sanità, – per esempio la refertazione in formato elettronico, la trasmissione di dati dalle ambulanze ai pronto soccorso, la possibilità offerta ormai da quasi tutti i sistemi regionali di prenotare visite mediche online.

Quali sono i vantaggi delle Terapie Digitali

Le terapie digitali disponibili sul mercato sono molte e diverse tra loro, e abbracciano una grande varietà di patologie diverse. Come sempre, generalizzare è rischioso, ma ci sentiamo di poter dire con sicurezza che la maggior parte delle terapie digitali offrono vantaggi in termini di:

  • Portabilità. Le terapie digitali, nella maggior parte dei casi, sono snelle, agili e facilmente trasportabili, come un telefonino o un tablet.
  • User experience, tolleranza e aderenza alla terapia. Grazie ad elementi come l’interattività, supporti ingaggianti e di uso quotidiano, e a volte persino elementi di gamification, l’aderenza alla terapia (compliance) è più alta che con le terapie tradizionali. In molti casi, lato design, c’è una grande attenzione all’esperienza dell’utente, tanto più che si tratta di un utente più vulnerabile.
  • Monitoraggio. Le terapie digitali permettono un migliore monitoraggio dell’andamento della terapia rispetto alle terapie tradizionali. In alcuni casi, i dati aggregati che vengono raccolti dai device possono essere utilizzati per analisi che non riguardano la salute del singolo paziente, ma che possono essere utili per individuare trend nella popolazione.

Le terapie digitali offrono maggiore certezza, rispetto alle terapie tradizionali, della durata della terapie

  • Tempistiche. Spesso le terapie digitali offrono protocolli clinici ben definiti e di conseguenza tempi più certi. Spesso, questo va a braccetto con la possibilità di personalizzare la terapia sulle esigenze del paziente, in ottica di medicina di precisione.

La Salute Digitale in Italia

Qual è la situazione delle terapie digitali in Italia? Dopo la pandemia, di certo si tratta di un “tema caldo” per la sanità del Paese. Secondo un rapporto della ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, molti medici consigliano ai pazienti app per l’attività fisica (44%), non dimenticarsi di prendere le medicine, (36% dei medici specialisti e 37% dei Mmg) e per monitorare i parametri clinici (35% specialisti e 40% Mmg). Noi abbiamo l’impressione, però, che l’uso di vere e proprie terapie certificate sia ancora leggermente carente rispetto ad altri paesi europei.

Intendiamoci: non c’è nulla di sbagliato nelle terapie tradizionali. Il digitale non deve mai essere un fine in sé, “tanto per usarlo”, ma un un’opzione che può, in alcuni casi, essere più indicata, a discrezione del professionista e sempre tenendo conto della persona nella sua interezza.

Di terapie digitali parleremo, con Massimiliano Oliveri e Agnese Di Garbo, nel nostro prossimo evento online, programmato per venerdì 20 maggio alle 18: clicca qui per partecipare.

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