Ictus: quali sono i metodi per la riabilitazione del deficit cognitivo

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Quali sono le conseguenze più comuni dopo un ictus?

Secondo l’Osservatorio Ictus Italia, nel nostro paese, quasi un milione di persone vive con un’invalidità a seguito di un ictus cerebrale.

Le conseguenze di un ictus dipendono da moltissimi fattori: tra questi, il tipo di ictus (per esempio ictus ischemico o emorragico), la parte del cervello interessata, e il tempo trascorso tra il sorgere dei primi sintomi e l’intervento medico.

Data tale grande variabilità, è normale aspettarsi che anche la riabilitazione post-ictus assuma diverse forme. Vediamole insieme.

La riabilitazione dell'ictus può essere di tipo fisico, cognitivo, o entrambe.

Dopo un ictus, alcune persone soffrono solo di disturbi lievi, che con il tempo divengono quasi trascurabili; altri, invece, portano gravi segni per mesi o per anni, con importanti limitazioni nelle attività della vita quotidiana.

A seconda dell’ictus, possono venire danneggiate le funzioni motorie, quelle cognitive, o entrambe.

Tra i danni alle funzioni motorie più comuni vi possono essere varie difficoltà di deambulazione, spesso dovute non tanto alla forza dei muscoli quanto a problemi di coordinazione; l’emiparesi (una paralisi di metà del corpo o del viso); e ancora, disturbi della deglutizione.

Tra le funzioni che classicamente appartengono alla sfera della cognizione, invece, un ictus può provocare disturbi del linguaggio, della percezione (per esempio il riconoscimento di visi e cose), della memoria e dell’attenzione. Meno note, ma spesso coinvolte, sono le funzioni esecutive, cioè quell’insieme di abilità che permettono di organizzare il comportamento. Sono le funzioni esecutive che, per esempio, ci permettono di riuscire a progettare una serie di azioni per arrivare un obiettivo, oppure a inibire, di fronte a un dato input, risposte automatiche ma che ci condurrebbero a errori.

In molti casi, superata la fase acuta, un recupero funzionale, ancorché spesso parziale, è possibile. Vediamo insieme quali sono le terapie di riabilitazione più indicate.

Riabilitazione ictus: quali sono le migliori opzioni?

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«L’ictus si cura con il cervello, non con i muscoli» citazione di C. Perfetti

Per quanto riguarda le tecniche di riabilitazione post-ictus, è importante tenere a mente che il danno alle funzioni motorie e il danno a quelle cognitive sono spesso interconnessi.

Di conseguenza, i metodi di riabilitazione post-ictus più moderni prevedono un approccio integrato. Non si lavora su funzioni isolate (anche se alcune tipologie di esercizi mirati, che “prendono di mira” una determinata funzione, sono in alcuni casi assolutamente necessari), ma si considera il deficit nel contesto più ampio dell’individuo nel suo insieme. L’obiettivo è un recupero funzionale che sia il più possibile pratico e mirato a ri-acquisire capacità e autonomia nella vita di tutti i giorni.

Un esempio di tale approccio integrato potrebbe essere un lavoro sulle funzioni esecutive (ne abbiamo parlato prima) affinché vi siano benefici anche per la capacità di programmare e coordinare i gesti necessari al movimento.

Alcuni esempi di approcci di riabilitazione integrati, che sono ormai seguiti dalla maggior parte dei professionisti, troviamo l’ETC (esercizio terapeutico conoscitivo o “metodo Perfetti”) e l’adattamento prismatico, una procedura visuo-motoria abbinata ad esercizi cognitivi.

 

Riabilitazione ictus: il caso dell’adattamento prismatico

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L’adattamento prismatico si svolge utilizzando un apposito software su tablet e degli occhiali a lenti prismatiche.

L’adattamento prismatico contenuto in MindLenses Professional, è un esempio di approccio integrato alla riabilitazione cognitiva post-ictus.

Partendo dalle funzioni visuo-motorie tramite uno specifico protocollo di adattamento e coinvolgendo in seguito diverse funzioni cognitive tramite serious games progettati ad hoc, l’adattamento prismatico può essere usato per la riabilitazione post-ictus in caso di deficit di memoria, attenzione e linguaggio. Per una spiegazione del funzionamento dell’adattamento prismatico, rimandiamo a questo articolo.

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