MindLenses Professional, la nostra terapia digitale per la riabilitazione cognitiva, nasce dagli studi pionieristici del Prof. Massimiliano Oliveri e del suo gruppo di ricerca all’Università di Palermo, e continua a svilupparsi grazie alla ricerca scientifica svolta con i nostri partner clinici.
Oggi vi parliamo di uno di questi: abbiamo intervistato la dott.ssa Lilian Zotti, dell’Università Sapienza di Roma, che ha deciso di portare MindLenses al centro della sua tesi di dottorato con uno studio su pazienti ADHD e DSA.
MindLenses Professional è al centro della sua tesi di dottorato, come ne è venuta a conoscenza e cosa sta studiando?
Dopo la Laurea Magistrale in Psicologia, ho iniziato a collaborare con la UOC Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Umberto I per un tirocinio post-laurea. Proprio durante quel periodo, il Responsabile dell’Ambulatorio Psicodiagnostico dei disturbi del neurosviluppo infanzia e Adolescenza, dott. Lauro Quadrana, era venuto a conoscenza di MindLenses Professional e aveva deciso di iniziare a somministrarlo ai pazienti che accedevano a tale servizio. In particolare, stiamo parlando di utenti adolescenti con disturbi del neurosviluppo come ADHD e DSA. Alcuni di essi avevano anche comorbilità psichiatriche, in particolare disturbi d’ansia, disturbi ossessivi e stati depressivi.
Insieme abbiamo cominciato a osservare gli effetti positivi della tecnologia di MindLenses, abbiamo quindi deciso di trasformare queste considerazioni cliniche in un vero e proprio progetto di ricerca.
Attualmente abbiamo concluso due studi preliminari: uno pubblicato e l’altro in revisione.
Il dottorato che sto svolgendo, ormai all’inizio del terzo anno, è all’interno dell’Università Sapienza di Roma, Dipartimento di Psicologia Dinamica, Clinica e Salute, ed è svolto in collaborazione con la mia tutor, la professoressa Lina Pezzuti.
Quali sono i primi studi che avete fatto con MindLenses Professional al Policlinico Umberto I?
Il nostro obiettivo iniziale era quello di capire in che modo MindLenses Professional potesse essere di aiuto ai ragazzi e alle ragazze che prendevamo in carico. Volevamo studiare a fondo l’efficacia di questo strumento, per poterne sfruttare al meglio tutte le sue possibilità.
Questo progetto si è trasformato in due diversi studi, il primo riguardante adolescenti con dislessia [Per il quale è già disponibile la pubblicazione, NdR – Conte, G., Quadrana, L., Zotti, L. et al. Prismatic adaptation coupled with cognitive training as novel treatment for developmental dyslexia: a randomized controlled trial. Sci Rep 14, 7148 (2024). https://doi.org/10.1038/s41598-024-57499-9 -, ripresa anche da Repubblica.it nella sezione Salute] e il secondo su una popolazione di adolescenti con discalculia.
Cosa avete riscontrato?
In entrambi gli studi abbiamo confrontato parametri specifici — come accuratezza e velocità di lettura e di calcolo ma anche alcune variabili relative alle abilità sottostanti come memoria di lavoro e velocità di elaborazione — prima e dopo il trattamento, sia in un gruppo di controllo che in un gruppo trattato con MindLenses Professional.
In entrambi gli studi abbiamo registrato un netto miglioramento nel gruppo sperimentale trattato con MindLenses Professional. Il miglioramento più evidente, quello che riscontriamo quasi nella totalità dei casi, è relativo agli indici di memoria di lavoro e di velocità di elaborazione. Per riassumere: le funzioni esecutive.
Nello studio con pazienti con discalculia abbiamo registrato un’efficacia di trattamento anche per quanto riguarda le abilità di calcolo; in particolare, c’è stato un miglioramento nella velocità e nell’accuratezza del calcolo a mente e dei fatti aritmetici.
Una cosa molto interessante che abbiamo riscontrato nello studio sul campione con dislessia è stato il miglioramento significativo nella velocità di lettura. Solitamente, con tutti i trattamenti esistenti, questo è l’aspetto più difficile da migliorare.
Questi dati sono stati presentati di recente al XIII Congresso Nazionale AIRIPA – Bes e Disturbi dell’Apprendimento a Pisa:
Zotti, L., Quadrana, L., Conte, G., Sbardella,E., Dawe, J., Di Garbo, A., Pezzuti, L. & Oliveri, M. (2025, October, September 20). Potenziare le Funzioni Esecutive e le abilità matematiche negli adolescenti con discalculia: l’effetto combinato dell’adattamento prismatico e del training cognitivo.
Ha parlato di uno studio in corso su pazienti ADHD. Ci può dire di più?
Certo. Ci tengo a precisare che è molto difficile reclutare soggetti ADHD puri, quindi il campione sarà composto da pazienti ADHD con una o più comorbilità DSA.
Ci sono varie novità per questo progetto, che è già in corso con alcuni pazienti in trattamento e altri che stanno svolgendo il follow up dei 6 mesi.
La prima è che si tratta di un progetto longitudinale perché, a differenza degli studi conclusi, prevede più misurazioni; non ci fermeremo alla misurazione prima e dopo, ma faremo anche dei follow up a 6 mesi e — se il campione ce lo consentirà — anche ad 1 anno.
Inoltre, abbiamo deciso di osservare anche altre variabili arricchendo il protocollo somministrato prima, dopo e nei follow up di altri strumenti per capire se il trattamento con MindLenses Professional è efficace anche su funzioni non presenti nella valutazione di MindLenses, come l’attenzione uditiva e visiva, le alterazioni del tono d’umore e la sintomatologia ansiosa. Oltre ai questionari self-report, abbiamo anche inserito un parent-report per valutare la sintomatologia relativa ai deficit dell’attenzione, dell’inibizione e delle funzioni esecutive. Queste misure sono di fondamentale importanza in quanto ci consentono di conoscere anche il punto di vista del genitore e, di conseguenza, di valutare se i cambiamenti ottenuti grazie al trattamento hanno degli effetti positivi anche nell’ambiente familiare e nella vita quotidiana.